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Stanca di guerra

 
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Stanca di Guerra

di: Lella Costa, Alessandro Baricco, Sergio Ferrentino, Massimo Cirri
con la collaborazione di Piergiorgio Paterlini e Bruno Agostini

La guerra. Cioè, ovviamente, le mille forme della guerra, spesso incruente, a volte perfino salutari e divertenti: quelle ormai consuete tra donne e uomini, combattute a volte per amore, a volte per sesso, a volte per manifesta estraneità; le guerre di opinione, di religione, di concessione (governativa); le guerre per bande, per coppie per redazioni; i conflitti di coscienza, di competenza, di interesse; le guerre fredde, quelle di nervi, quelle psicologiche.
I contrasti stimolanti, le tenzoni singolari, gli amabili duelli; la ribellione, la rivolta, la guerra di guerriglia. Le giuste lotte, le sacrosante rivendicazioni, le belle battaglie.

Le polemiche letterarie, ideologiche, estetiche, calcistiche; il civile confronto, la rissa politica. Le guerre per conquistare frequenze, decibel, media, onde, copertine; la guerra dell’etere, che chi la vince ci potrà narcotizzare senza rivali.

Gli scontri tra generazioni, tra ruoli, tra consanguinei. Le guerre fratricide. Quelle per difendere la patria, la terra, la razza, la lingua, l’accento, la regione, la città, il quartiere, il pianerottolo. Le  guerre per errore, per saturazione del mercato, per noia.
Però, poi, vorrei che ci fosse anche quell’altra guerra, quella secca, senza aggettivi o complementi di specificazione: La Guerra.
Quella che scoppia sempre un po' più in là, a pochi passi e mille galassie da casa nostra. Quella che nel mondo ce ne saranno una quarantina, ma si fa fatica a crederci, e poi son lontani, e poi son mica come noi. Quella che ci fan vedere durante il telegiornale, ma a noi chissà perché sembra sempre un film. Quella vera, con i morti l’orrore la paura le bombe. Quella che è inutile rovinarsi la vita, tanto non possiamo farci niente. Quella che cacciano con decisione dai nostri discorsi razionali, e che poi ci torna in sogno travestita da strega  - “Macbeth ha ucciso il sonno...”
Quella che l’unico modo per farla diventare vera, reale, e anche nostra, è di provare a raccontarla: come una favola, una leggenda, un mito.
“I fatti diventano tuoi o quando ti schiantano la vita, direttamente, o quando qualcuno te li compone in racconto e te li spedisce in testa.
Il racconto, e non l’informazione, ti rende padrone della tua storia.”
Questo, tra parentesi, l’ha scritto Alessando Baricco. Che tra parentesi, e tra gli autori di questo spettacolo, insieme a me e ai miei fiancheggiatori abituali.

Lo spettacolo in versione estiva si presenta in forma di Recital.

 
 

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