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Novecento
Un monologo
di Alessandro Baricco
Interprete Arnoldo Foà
Regia Gabriele Vacis
Musiche Roberto Tarasco
Scene e costumi Lucio Diana
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Alessandro Baricco:
"Stiamo lavorando a una nuova edizione di Novecento…
Una delle cose che ci dicevamo anni fa, quando abbiamo iniziato
questo lavoro, era: pensa a Novecento vecchio, con molti anni
alle spalle, con tutta una storia alle spalle… chissà
come sarebbe, con quella voce, con quello sguardo, le mani,
quella faccia…
Così, per questa seconda edizione di Novecento abbiamo
pensato: è la volta buona che cerchiamo di farlo meno
giovanetto… Abbiamo scelto un attore che potesse funzionare,
e l'idea di Gabriele è di provare a lavorare in quel
modo lì, avere quel tipo di sguardo, di movimento, di
presenza…
Sarà curioso vedere cosa viene fuori.
Vorrei anche dire che questa seconda edizione di Novecento è
prodotta direttamente da me, ed è una cosa curiosa: l'autore
che produce un suo spettacolo… Lo produco attraverso la
Mondrian Kilroy, sarà un modo curioso di lavorare particolare,
diverso, e vediamo che risultati otterrà."
Gabriele Vacis:
"Questa è la seconda volta che metto in scena Novecento…
La prima volta mi sono occupato della musica di quel testo,
di cercare di capire qual'era il suono. Adesso mi piacerebbe
occuparmi del senso, di che cosa effettivamente vuol dire.
La prima volta che abbiamo messo in scena questo testo era il
novecento, cioè era il secolo scorso. Adesso siamo oltre
il duemila… Nel testo, Novecento, il protagonista, nasce
all'inizio del secolo, allora abbiamo cercato di capire chi
poteva essere il suo amico, l'attore che lo raccontava, e abbiamo
scoperto così, con stupore, che doveva essere molto vecchio…
allora abbiamo cercato una persona piuttosto anziana e non è
stato semplice, perché cercavamo una persona che fosse
in grado davvero di 'dire' le cose, più che di 'declamare'
o di 'recitare'…
E siccome questa volta vorrei occuparmi prevalentemente proprio
di che cosa dice esattamente il testo, di andare in profondità
sulle parole, abbiamo pensato ad Arnoldo Foà, che è
uno che veramente 'dice'…
Molti hanno amato il personaggio di Novecento incarnato da Eugenio
Allegri, lui 'era' Novecento… ecco, io penso che questi
spettatori, se torneranno a vedere lo spettacolo, vedranno una
nuova 'anima' di Novecento, perché un personaggio - una
storia - ha molte anime… e quello che cerchiamo di fare
con questa nuova edizione è proprio tirargli fuori un'altra
anima."
Arnoldo Foà:
L'idea mia sarebbe quella di farlo da fermo… non dovrebbe
muoversi questo personaggio, perché è un personaggio
che parla, che ricorda…
Novecento è un ricordo continuo di un qualche cosa che
ha fatto vivere questo personaggio. Lo ha fatto vivere in corrispondenza,
naturalmente, di quello che ricorda… E stranamente è
come se lui non esistesse. Come se questo personaggio - Novecento
- che lui ricorda con tanta intensità, fosse… fosse
lui stesso.
E questo è quello che dovrò fare. Dovrò
far capire che è questo personaggio che mi ha colpito
talmente da farmi addirittura invecchiare col ricordo di sé…
Non sono più neanche ricordi suoi, è come se lui
vivesse quello che ha vissuto il personaggio che sta ricordando.
L'interessante di questa storia, è che il protagonista
non esiste, non c'è. Il protagonista è ricordato,
rivissuto… da me. Dovrò studiarmelo bene. Per entrarci
dentro. Io spero che dopo quello che riuscirò a fare,
si dica che sono un artista. Lo spero. Peggio per voi se non
l'avrò saputo fare: non saprete chi era il personaggio
di cui vi parlo e meno che meno chi sono io."
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Irma Spettacoli
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