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“Se si puo’ raccontare” è un modo di dire, una frase di uso comune per sottolineare il finale positivo in una situazione in cui si è rischiata la vita, ma in questo caso indica anche la questione principale che ci siamo posti nel voler portare in scena il tabù della malattia.
Ciò che ne è conseguito è anzitutto la scelta del racconto in prima persona, una sorta di manleva dello spettatore e il tentativo di eliminare l’aspetto ricattatorio che l’esposizione di questo tema per sua natura contiene.
La narrazione ci accompagna attraverso passaggi emotivi delicati alcune volte persino impossibili da superare e da trattare e invece poi affrontabili perché anche nei momenti più difficili accadono speciali alchimie tra le persone, talvolta davvero imprevedibili tra loro da restare indimenticabili.
Articolo su DIARIO di novembre '09 >
Articolo sul Corriere della Sera 16.07.09 > |